Si sa che ormai la chirurgia estetica non ha limiti. Questa cosa l’avevo già sentita ma non credevo ci fossero persone che l’avrebbero fatto. E invece si. A Pechino c’è un ospedale dove ti fanno diventare più alto. Come fanno? in un modo a dir poco spaventoso: il dottor Xia Hetao vi spezza le gambe sotto il ginocchio, vi infila due ferri da uncinetto e ve li fissa a una gabbia esterna con una decina di viti che, quotidianamente, per mesi, vengono girate per allungare gli arti inferiori. Dolore, sofferenza, male bestiale. Ti fai spezzare le gambe sane per recuperare centimetri. Uno per ogni venti giorni di degenza. In sei mesi puoi guadagnare 10 centimetri. Si parte da 4.000 euro. Ma qui l’estetica centra poco, se a Mao non gli importava niente dell’altezza del suo popolo ai suoi successori sì. Il governo per molti posti di lavoro ha messo nuovi criteri: 1.80 per i maschi, 1.68 per le femmine. L’università di Shanghai ha pubblicato un bando di ammissione. I posti ci sono. Ma bisogna essere alti almeno 1.62. Un’assurdità senza paragone…
Xia Hetao ha 60 anni e viene da Nanchino. Durante la rivoluzione culturale ha lavorato in una fabbrica d’aerei, poi è stato convinto dal partito ad iscriversi a medicina. Si è specializzato in ortopedia nell’86, dei suoi clienti dice: “Vengono da me in lacrime, giurano di volersi suicidare, non hanno vita sociale, affettiva, lavorativa. “Vengono da me molti dirigenti di partito, devono fare colpo sugli elettori, conquistarsi un’immagine. Ministri, diplomatici, avvocati, studenti, vigili, guardie, poliziotti, militari, ho rifiutato solo gli sportivi, soprattutto calciatori, non mi pareva il caso. Vogliono tutti essere alti e in fretta.”
Tra dieci anni la Cina avrà una popolazione dieci centimetri più alta di quella attuale. Xia Hetao ha cliniche in tutto il paese ma rovina solo la vita alla gente come a questa ragazza di 24 anni che testimonia: “Non riesco più ad alzarmi dal letto. Volevo ammazzarmi dal dolore, mi hanno legato in un tavolo e mi hanno messo 17 chiodi nelle gambe, per cinque mesi dallo strazio ho dormito solo un’ora a notte, non mi sentivo più le gambe. Sono 1.58, volevo 8 centimetri in più. Il dottore mi aveva detto che non c’era problema, sarei uscita dopo cinque giorni di degenza e sarei tornata a lavorare. Per pagare l’operazione ho dato fondo ai miei risparmi e ho chiesto un prestito. Ma qualcosa è andato storto perché non posso più né girarmi, né sedermi, devo essere sempre trasportata”.
Commenti Recenti